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Giovanna Maria Fagnani

Sessanta famiglie, di cui 11 residenti tra Milano, Varese, Como, stanno valutando un’azione collettiva. Dodici hanno presentato denunce. Poco prima della partenza dei ragazzi per l'anno all'estero l'agenzia Bec ha comunicato la cessazione dell'attività, poi l'impresa è stata posta in liquidazione. «Il Fondo non risarcisce perché non sono prodotti turistici»

«Vedere l’America autentica, visitare il deserto dell’Arizona. Mettersi alla prova in un sistema scolastico diverso». Era il desiderio di un 17enne milanese, studente del liceo classico Carducci, che, a gennaio del 2027, avrebbe dovuto frequentare il semestre del quarto anno in una high school di Phoenix. Un soggiorno che esiste solo sulla carta, che è stato pagato, ma che non avverrà mai, come denunciano i suoi genitori, Stefania e Andrea. «Il 10 maggio, abbiamo firmato il contratto con Bec Italia, agenzia con sede a Milano cui ci eravamo rivolti, e abbiamo versato l’acconto di 9 mila euro su un totale di 22 mila. Un mese dopo, il 10 giugno, l’agenzia ci ha avvisato via mail che cessava le attività e che le partenze erano annullate. Impossibile che, a maggio, non fossero già al corrente delle loro difficoltà economiche: questo è raggirare le persone». Bec Italia era attiva nel settore da decenni. Per questo, Stefania e Andrea si erano rivolti a loro, come decine di altre famiglie.