Un anno di studio all’estero, un sogno per una sessantina di liceali: per realizzarlo si erano affidati a Bec Italia, società che organizza soggiorni studio internazionali per studenti delle superiori di tutta Italia. Era tutto pronto, chi per andare negli Stati Uniti, chi in Canada e chi perfino in Asia: poi una mail dell’azienda ha interrotto tutto a causa di un “grave deterioramento della propria situazione finanziaria” e l'”arresto della propria operatività”. Bec Italia ha fatto dunque sapere di non essere al momento in grado di confermare la regolare esecuzione dei servizi previsti e di essere costretta ad annullare le partenze.
A rendere nota la vicenda è stata una famiglia torinese, la cui figlia ad agosto sarebbe dovuta partire alla volta degli Stati Uniti per frequentare il quarto anno di liceo, ospitata da una famiglia locale. Non solo il dispiacere per un’occasione persa, ma anche un danno economico non di poco conto, considerando che i genitori della giovane avevano già versato 10mila euro per il programma. Oltre a loro, le famiglie coinvolte in tutto il Paese sono circa sessanta.
“Il nostro percorso è iniziato una ventina di mesi fa – spiegano i familiari della ragazza torinese -. Nelle riunioni di preparazione si collegavano da tutta Italia e con destinazioni delle più varie. Dall’Australia alla Cina, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Inghilterra alla Germania: ci aveva colpito il fatto che ci fossero ragazzi diretti in Thailandia e a Singapore, non soltanto nei Paesi anglofoni”. Bec Italia infatti non solo offriva diverse destinazioni in tutto il mondo, ma anche diversi “pacchetti”: soggiorni di tre mesi, di sei mesi o anche interi anni scolastici, con costi variabili a secondo della meta e dei servizi scelti.







