Sognavano un anno di studio all’estero, tra Stati Uniti, Canada, Australia e Asia. Avevano già salutato i compagni di classe italiani, tra baci, abbracci e qualche lacrima. Ma, poche ore dopo la fine della scuola, i pianti hanno cambiato completamente senso: colpa di una e-mail ricevuta da Bec Italia, società di Milano che organizza soggiorni studio internazionali per studenti delle scuole superiori di tutta Italia. Nel testo l’azienda ha comunicato un «grave deterioramento della propria situazione finanziaria per ragioni estranee alla propria volontà, tale da rendere necessario l’arresto della propria operatività», precisando di non essere in grado di confermare la regolare esecuzione dei servizi previsti. Tradotto, sono saltate decine di soggiorni all’estero che le famiglie avevano già pagato, sborsando rate fino a 14mila euro.

A rendere nota la vicenda è il papà di una liceale torinese che, ad agosto, sarebbe dovuta partire per gli Stati Uniti per essere ospitata da una famiglia e frequentare il quarto anno di liceo: «L’ultimo giorno di scuola aveva portato una bandiera italiana da far firmare ai compagni e portarsi dietro per i dieci mesi che avrebbe trascorso in America» riporta il padre, che ora spera di stimolare altri genitori a denunciare la beffa che ha subito la figlia. «All’ultimo incontro online eravamo almeno 50, tutti nella nostra stessa situazione. Non ne faccio una questione economica ma è ovvio che vorrei sapere che fine abbiano fatto i nostri soldi».