di
Salvatore Riggio
Messaggio dai toni perentori su «Truth» del presidente degli Stati Uniti: «La Fifa non avrebbe mai avuto lo stesso successo o gli stessi profitti senza Infantino»
Nonostante la morsa dell’inflazione alle stelle e il forte rincaro della benzina, legati alle tensioni internazionali per la guerra con l’Iran da lui scatenata, Donald Trump trova comunque il tempo di far sentire la propria voce nel mondo dello sport. Il presidente degli Stati Uniti è sceso direttamente in campo per difendere Gianni Infantino, numero uno della Fifa, dalle dure critiche legate al piano di vendita di una quota della Coppa del Mondo a privati, progetto poi abortito a causa della rivolta di diverse federazioni. Attraverso un messaggio dai toni perentori pubblicato lunedì sera su «Truth», il tycoon ha lanciato un chiaro monito ai vertici del pallone, avvertendo le federazioni che commetterebbero un «terribile errore» nel costringere Infantino a dimettersi.
Nel suo post Trump ha sottolineato con enfasi il valore economico e gestionale del dirigente svizzero: «La Fifa non avrebbe mai avuto lo stesso successo o gli stessi profitti senza Infantino. La Fifa commetterebbe un errore gravissimo se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’ipotesi di sostituire il suo presidente». Un’attestazione di stima che affonda le radici in un legame già ampiamente consolidato. Mesi fa Trump ha infatti ricevuto il «Premio Fifa per la Pace» proprio dalle mani dello stesso Infantino. L’interesse del presidente americano per il calcio si è spinto persino sul piano delle decisioni regolamentari, arrivando a telefonare al numero uno della Fifa per chiedergli di togliere la squalifica al centravanti statunitense Balogun durante il Mondiale. L’intervento ha colto nel segno: l’attaccante è stato incredibilmente «graziato» ed è sceso regolarmente in campo nell’ottavo di finale contro il Belgio, poi perso 4-1 dalla Nazionale guidata da Mauricio Pochettino.










