Editoriali

Claudio Velardi

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Che cada per sempre la vergogna sugli ipocriti. Sui farisei delle cancellerie che riconoscono la Palestina sapendo che un riconoscimento, da solo, non crea uno Stato. Sugli imbroglioni della politica globale che votano risoluzioni per assolvere se stessi. Sui sepolcri imbiancati del commento mediatico. E la vergogna più nera cada sui cinici residuati del dibattito italico che propongono il Nobel per la pace ai bambini di Gaza: poveri untorelli del pietismo, simboli della più perversa delle ipocrisie contemporanee, che trasformano i piccoli morti in medaglie e chiedono un premio al martirio al posto di ciò che a quei bambini è stato negato, uno Stato in cui vivere.

Sempre tutti a recitare lo stesso salmo: è Netanyahu l’ostacolo alla nascita dello Stato palestinese. D’altronde — dicono oggi — come negarlo, visto che lo ha appena confermato respingendo il piano di Trump e dichiarando che, finché sarà premier, quello Stato non nascerà? Eppure tutti sanno di mentire. Dichiarare solennemente che Bibi è l’ostacolo serve a nascondere una verità elementare: oggi non esiste una leadership palestinese capace di fondare e governare quello Stato.