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Carla Delle Vedove

Un vademecum con 15 punti per riconoscere una «relazione tossica». La psicoterapeuta Bonato: «La Gen Z vuole libertà e il rispetto del no»

«Ti dice come vestirti, truccarti o comportarti», «controlla il tuo telefono o i tuoi social», «ti isola da amici, familiari o colleghi»: questi sono solo i primi tre dei 15 punti elencati dal vademecum «Non è amore se ti fa stare male» elaborato dalla Fondazione Cecchettin. L’organizzazione nata per sensibilizzare sul tema della violenza di genere dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta a novembre 2023, sintetizza in 24 pagine una «breve guida alle relazioni sane» per spiegare in modo preciso e riassuntivo, quasi schematico, quali sono i campanelli d’allarme che possono farci capire che stiamo vivendo una relazione «tossica». La psicoterapeuta Benedetta Bonato, parte della fondazione, racconta che il vademecum nasce proprio dagli appunti lasciati da Giulia. La ragazza, 22 anni, infatti aveva stilato un elenco di comportamenti messi in atto dal suo fidanzato che l’avevano convinta a lasciarlo.

A cosa fare attenzione «Abbiamo voluto tradurre gli appunti di Giulia in parole semplici e immediate – spiega Bonato – in modo che il messaggio potesse arrivare a tutti, sia a persone adulte sia ai più giovani». Un lavoro a più mani, realizzato soprattutto insieme al Comitato Giovani e ad altri centri antiviolenza. Il documento si sviluppa come una serie di punti elenco, quasi una check list da spuntare per capire se c’è qualcosa che non va nella propria relazione. «Mi sento libera o libero di essere me stessa/o? Ho paura della sua reazione? Mi sento in colpa anche quando non ho fatto nulla? Sto cambiando per evitare conflitti?», una serie di quattro domande dirette punta a far riflettere.