Un’amicizia può diventare tossica senza che ce ne accorgiamo, compromettendo benessere ed equilibrio emotivo. Lo psicologo Matteo Merigo spiega a Fanpage.it come riconoscere i campanelli d’allarme, perché è così difficile allontanarsi da questi rapporti e come imparare a costruire relazioni più sane in futuro.
Quando si parla di relazioni tossiche, il pensiero corre quasi sempre ai rapporti di coppia. Eppure anche un’amicizia può trasformarsi in un legame che limita, manipola e prosciuga le energie. Perché allora ne parliamo di meno? Matteo Merigo, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo clinico e consulente di coppia, ha spiegato a Fanpage.it come i campanelli d’allarme siano probabilmente meno evidenti, perché “il mio amico non farebbe mai una cosa del genere” e forse è proprio il sottovalutare che ci rende più scoperti e vulnerabili a queste dinamiche tossiche. Non sempre, infatti, è facile riconoscere quello che l’altro ci impone di fare o i limiti che il rapporto ha sulle nostre vite e, soprattutto quando è il momento di prendere le distanze.
Quando si parla di relazioni tossiche si pensa quasi sempre a quelle di coppia, quando in realtà anche un’amicizia può diventarlo. Perché succede e perché facciamo più fatica a riconoscerla? Facciamo fatica a riconoscerla perché il concetto di tossicità implica due aspetti. Il primo è che ci si ammala lentamente: il malessere arriva in modo graduale e quasi impercettibile. Il secondo è che, pur rendendoci conto che quella relazione ci fa stare male, non riusciamo a farne a meno. Vale per molte forme di dipendenza, perché sappiamo che qualcosa ci danneggia, ma fatichiamo a separarcene. Lo stesso può accadere con un amico o un’amica.






