Di: SEIDISERA - Manuele Ferrari / Spi Un robot che uccide le erbe infestanti con un raggio laser. È l’ultima frontiera di un’agricoltura che vorrebbe limitare l’impiego di diserbanti e, perché no, rendere il lavoro nei campi meno faticoso. SEIDISERA si è recata nel canton Argovia, in un campo di carote a Künten, dove il marchingegno sviluppato da una startup zurighese è stato di recente impiegato. Dopo aver girato una chiave, il co-fondatore e ideatore Aurel Neff preme il bottone d’accensione: “Da questo momento - spiega - ci vogliono ancora un paio di minuti prima che il robot cominci a lavorare”. Il macchinario blu, il colore ufficiale scelto dalla startup Caterra per i suoi prodotti, ha un’autonomia di 24 ore, è grande grossomodo come una vettura Smart e pesa oltre una tonnellata. Per Simon Kohler, da vent’anni contadino bio, la prima esperienza è stata positiva, anche perché le erbacce generalmente nei suoi campi vengono strappate a mano. “Il laser - racconta - non brucia tutte le erbe invasive. Dopo il secondo passaggio possiamo però dire che circa il 90% era stato eliminato e inoltre funziona su erbe ancora giovani. Se sono troppo grandi, invece, non riesce a raggiungere le radici. Ci sono inoltre alcuni tipi di infestanti che fatica ancora a riconoscere. Così il lavoro finale è stato fatto come sempre a mano. In generale posso però dire che è stato di grande aiuto e per il futuro è immaginabile un impiego sempre maggiore di apparecchi simili”. Anche perché, come spiega il contadino bio, è sempre più difficile trovare personale per questi compiti. “È un lavoro pesante, svolto in condizioni sempre più dure, ad esempio sotto il sole cocente. Inoltre è necessario trovare un modo per ridurre i costi di produzione e per farlo stiamo testando nuove vie come questo robot, in modo da restare innovativi”. Quando tutto funziona a dovere, Simon Kohler dedica giornalmente una ventina di minuti, o poco più, per cambiare le batterie al robot. Naturalmente alcuni dettagli dal suo punto di vista potrebbero venir migliorati, ad esempio con laser più potenti, motori per il movimento più prestanti, velocità di esecuzione più elevata. Sta però già riflettendo su un possibile acquisto. Il modello standard, spiega il co-fondatore della startup, costa circa 180’000 franchi e diversi dei miglioramenti elencati sono già allo studio.Il ricorso a una soluzione di questo tipo non interessa però solo a chi pratica una coltivazione biologica. In un altro campo di carote argoviese, a Oberlunkhofen, incontriamo Christoph Hagenbuch, agricoltore convenzionale. Anche lui ci sta pensando: “Gli erbicidi che possiamo usare sono sempre meno e anche noi abbiamo difficoltà a trovare personale”. Da qui l’idea di testare il robot. “Potrebbe essere una soluzione, partendo dal presupposto che funzioni, sia redditizio, ma soprattutto spero che non mi mandi un SMS alle 2:00 di notte perché ci sono dei problemi”. Fondamentale è dunque che il robot lavori in modo indipendente e affidabile. SEIDISERA ha osservato il robot in azione su un campo di carote, ma il macchinario al momento funziona anche su quelli di cipolle, spinaci e barbabietole, per citarne alcuni, e si sta lavorando per intervenire anche su aglio, porri e sedano. La lista è lunga e potenzialmente tutte le coltivazioni da campo potranno un giorno venir liberate dalle erbacce. A spiegare come la macchina riconosce cosa bruciare, è Manuel Stram, ingegnere di Caterra, responsabile della parte elettronica: “Con il robot scattiamo diversi milioni di fotografie per tipo di verdura coltivata, nelle differenti forme e stadi di crescita. Queste immagini vengono ordinate, indicizzate e date in pasto all’intelligenza artificiale. L’IA, come le persone, non sa cosa sia una carota prima di averla vista. Le insegniamo quindi a riconoscerla. Una volta mandato sul campo, scattata un’immagine del suolo, il cervello del robot riconosce le carote e dirige il raggio laser contro tutto ciò che non rientra nel programma. Poi si sposta avanti di un pezzetto, scatta la prossima foto e il tutto si ripete per tutta la fila verdure. Lì gira e passa alla successiva”. Il robot può lavorare sulle 24 ore, ma concretamente la superficie trattata per un ciclo di ricarica varia in base alla quantità di erbacce presenti e al modello. Il robot più recente copre circa mezzo ettaro a giornata: visto che l’intera operazione viene di regola compiuta in 4-5 giorni, le dimensioni ideali sono quelle di un terreno di 3-4 ettari, circa cinque campi da calcio. Oppure possono essere impiegati più robot, al momento è possibile usarne fino a cinque contemporaneamente sullo stesso campo. Una situazione poco frequente in Svizzera, ma che ben si presta ad esempio in Francia o Germania, ma anche in Italia e Olanda, dove Caterra sta testando i suoi apparecchi. Il potenziale di espansione per questi robot è dato, anche perché al momento non esiste un prodotto alternativo che lavori sullo stesso principio.
La lotta alle erbacce si combatte a colpi di laser - RSI
Robot laser anti-erbacce nei campi svizzeri: la startup zurighese Caterra testa la tecnologia che elimina le infestanti senza diserbanti. Scopri come funziona.








