Contenuto tratto dal numero di luglio di Forbes Italia. Abbonati!

Per anni il dibattito sulla sostenibilità sanitaria si è concentrato soprattutto sul costo dell’innovazione. Quanto vale una nuova terapia? Quanto può migliorare gli esiti clinici? Quale beneficio offre rispetto alle soluzioni esistenti? Domande fondamentali, ma che oggi rischiano di non essere più sufficienti. La crescente diffusione delle patologie croniche sta imponendo una riflessione diversa: una terapia può essere considerata davvero innovativa se il paziente fatica a seguirla nel tempo o vive lo stigma nel prenderla? In altre parole, il valore di un farmaco coincide esclusivamente con la sua efficacia clinica o comprende anche la sua capacità di adattarsi alla vita delle persone?

Secondo Vincenzo Palermo, presidente e amministratore delegato di ViiV Healthcare Italia e membro del board di Assobiotec, è proprio qui che si gioca la partita della sostenibilità sanitaria dei prossimi anni. “Continuiamo a misurare il valore dell’innovazione sulla base di criteri indispensabili, come bisogno terapeutico, beneficio incrementale e robustezza delle evidenze, ma questo descrive soprattutto un potenziale. La sostenibilità vera si verifica quando una terapia diventa accessibile grazie alla rimborsabilità e realmente seguita nel tempo”.