In una fase in cui le life science diventano un asset strategico al centro della competizione globale, il legislatore è chiamato a superare la contrapposizione tra innovazione, sostenibilità e industria. La sfida, spiega Girelli, deputato, componente commissione Affari sociali, riguarda la capacità di trasformare la salute in valore per il sistema Paese

In occasione dell’incontro “Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale”, promosso da Healthcare Policy e Formiche, il confronto tra istituzioni, industria, mondo clinico e accademico ha messo al centro il ruolo strategico delle scienze della vita per il Paese di fronte al mutato contesto geopolitico del farmaco. Tra i temi emersi, la necessità di superare una lettura puramente contabile della sanità e di costruire una governance capace di tenere insieme accesso alle cure, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e competitività industriale. Su questi nodi si concentra la riflessione di Gian Antonio Girelli, deputato, componente commissione Affari sociali, che contribuisce al dibattito con un’intervista a margine dell’incontro.

Il confronto promosso da Healthcare Policy e Formiche ha insistito molto sul rapporto tra innovazione, sostenibilità e sviluppo industriale di fronte alle nuove sfide del farmaco. Da dove bisogna partire?