E’ ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Pescara, per trauma cranico commotivo, un cinquantenne di Lanciano (Chieti) intervenuto, nella notte di domenica, per difendere il figlio 18enne coinvolto in una lite con altri ragazzi sul lungomare di Fossacesia (Chieti).Secondo una prima ricostruzione, si legge sulla stampa locale, l’uomo sarebbe stato colpito da un pugno alla mandibola sferrato da un diciannovenne e, cadendo, potrebbe aver battuto la testa. Sull'episodio sono in corso indagini delle Forze dell’Ordine e della magistratura.«Sono profondamente addolorato per quanto accaduto a Fossacesia - dichiara il sindaco, Enrico Di Giuseppantonio -. Il mio primo pensiero va alla persona che sta lottando per la vita e alla sua famiglia, alla quale rivolgo la vicinanza mia e di tutta Fossacesia. In questo momento dobbiamo avere rispetto e fiducia nel lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. È importante che siano gli accertamenti a ricostruire con precisione quanto è accaduto e a stabilire eventuali responsabilità, senza alimentare giudizi o ricostruzioni premature». «La sicurezza è fondamentale - prosegue Di Giuseppantonio in una nota -, ma accanto al controllo e alla legalità servono prevenzione, educazione, ascolto e presenza. Famiglie, scuola, Comune e tutte le istituzioni, associazioni, parrocchie e mondo dello sport devono sentirsi parte di una stessa comunità educante. Non possiamo occuparci dei giovani solo quando accade qualcosa di grave». Il Comune di Fossacesia «continuerà a seguire con attenzione l'evolversi della situazione, mantenendo il necessario raccordo istituzionale con le autorità competenti e confermando il proprio impegno sul fronte della sicurezza, della prevenzione e delle politiche rivolte ai giovani».Sull'episodio interviene, con un post sui social, il locale nei pressi del quale è scoppiata la lite. «Siamo costretti a intervenire per fare chiarezza rispetto a voci e ricostruzioni che circolano e tenderebbero ad attribuire, direttamente o indirettamente, responsabilità a Supporter Beach in merito al grave episodio verificatosi nella notte tra sabato e domenica. Prima di ogni altra considerazione, il nostro pensiero va alla persona che in questo momento sta lottando tra la vita e la morte nell’ospedale di Pescara». «Supporter Beach ha concluso l’attività alle ore 3. Al momento della chiusura non si era verificato alcun episodio riconducibile a quanto successivamente accaduto. È fondamentale precisare che il grave episodio si è verificato intorno alle 4.15», «fuori del locale e dei suoi spazi». «Non spetta a noi stabilire dinamiche o eventuali responsabilità - si legge in un altro passaggio del post -: saranno le autorità competenti a ricostruire l’accaduto. Chiediamo a tutti di evitare ricostruzioni sommarie, supposizioni o attribuzioni di responsabilità prive di riscontri. Supporter Beach resta a completa disposizione delle autorità competenti per qualsiasi necessità o chiarimento. Ora ciò che conta davvero è una cosa sola: che questa persona possa superare al più presto questo momento drammatico e tornare dai propri cari». A seguito di commenti a questo post il proprietario del locale ne ha pubblicato un secondo: «Criticateci quando sbagliamo. Contestateci quando abbiamo delle responsabilità. Ma quando le responsabilità non ci sono, abbiate l’onestà di riconoscerlo». E ancora «non accetto che si tenti di distruggere con le chiacchiere quanto costruito con anni di lavoro e sacrifici. E trovo incredibile che qualcuno possa arrivare ad augurarsi la chiusura del locale, il fallimento e la rovina di chi qui ha investito tutti i propri averi. Perché dietro Supporter non c'è soltanto un locale. Ci sono lavoratori, ci sono famiglie e c'è anche la mia famiglia».
Interviene nella lite per difendere il figlio, 50enne grave dopo un'aggressione a Pescara
E’ ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Pescara, per trauma cranico commotivo, un cinquantenne di Lanciano (Chieti)...










