La senatrice di Avs: se mio fratello non fosse stato ucciso non ci saremmo mai incontrati
«Mi sono innamorata di Fabio da subito. Lui all’inizio aveva degli scrupoli comprensibili. Sono stata io a prendere l’iniziativa». La senatrice di Avs Ilaria Cucchi racconta così a Repubblica come ha conosciuto l’avvocato Anselmo, che sposerà a fine mese a Vallefoglia nel Montefeltro in provincia di Pesaro-Urbino. Un matrimonio senza vip ma con i quattro figli, due per ciascuno da relazioni da precedenti, a fare da testimoni. Anselmo, dice Cucchi, era frenato da questioni deontologiche e dal fatto «che mi aveva conosciuta in una circostanza tragica. Se mio fratello non fosse stato ucciso, non ci saremmo mai incontrati Fabio Anselmo, famoso avvocato di Ferrara, e io di Roma. Era felice, ma addolorato per questo».
Lei invece ha pensato «che Fabio per me era il regalo di Stefano, mio fratello. Stefano mi voleva bene più di qualunque altra cosa al mondo e, anche nei suoi momenti più difficili, la sua domanda era sempre: “Ila, ma tu sei felice?”. Stefano se n’è andato, ma non mi ha lasciata da sola: mi ha lasciata con lui. Fabio è stata la svolta della mia vita». Veniva da un matrimonio durato 9 anni e con due figli: «Ero la mamma perfetta nel suo mondo perfetto, poi è arrivato l’uragano. Nell’immaginario collettivo la sorella del morto deve soffrire e punto. Io invece, in tutta questa sofferenza, ho seguito quello che ripeteva sempre Luigi Manconi: quando ti capita una cosa così drammatica, o ti chiudi nel tuo dolore e diventi cattivo, e magari è pure giustissimo e condivisibile, oppure trovi il modo di trasformare quel dolore in qualcosa di positivo che ti consenta di andare avanti e aiutare qualcun altro».











