Il parlamento della Turchia ha approvato lunedì una legge che garantisce delle forme di riabilitazione e protezione legale per migliaia di combattenti del PKK, gruppo militare autonomista curdo. La Turchia, così come gli Stati Uniti e l’Unione Europea, considera il PKK un gruppo terroristico, e combatte da oltre 40 anni una guerra a bassa intensità contro il gruppo, nella quale sono state uccise migliaia di persone.
La legge è il passo più importante fatto finora dallo stato turco nel processo di pacificazione con il PKK, cominciato l’anno scorso quando Abdullah Öcalan, storico leader del PKK in prigione, chiese ai suoi compagni di abbandonare la lotta armata e avviare un processo di pace. Pochi mesi dopo la leadership operativa rispose all’appello annunciando il proprio disarmo, che però sta andando avanti gradualmente e con molte diffidenze.
La legge appena approvata è di fatto il modo per lo stato turco di fare avanzare il processo di pace. È passata a grande maggioranza, 468 a 88, con il voto favorevole tra gli altri dell’AKP, il partito del presidente Recep Tayyip Erdoğan, e di DEM, il principale partito curdo del paese. La legge ha di fatto gli effetti di una grande amnistia, pur non essendo un’amnistia perché è selettiva sui reati e ha numerose clausole di cautela.










