I litigi fra Usa e Iran tengono chiuso lo Stretto di Hormuz e il petrolio resta alto martedì 11 agosto (Wti a 82,5, Brent a 87,9 dollari il barile), mentre la Cina viaggia debole (Hong Kong -0,7%, Shanghai -0,13%) alle ore 7:30 italiane.
Torna a salire il Kospi (+1,4%) e i futures sul Nasdaq virano al rialzo (+0,3%).
I banchieri centrali hanno osservato che le condizioni finanziarie si sono irrigidite e che l’economia sembra rallentare come previsto, ma l’inflazione resta troppo elevata.
Petrolio in salita sull’incertezza per un accordo tra Usa e Iran Il petrolio (Wti) resta sopra gli 82 dollari al barile martedì, dopo aver guadagnato terreno per tre sedute consecutive, sostenuto dalla crescente incertezza su un possibile accordo tra Usa e Iran per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump ha avanzato nuove e ampie richieste nei confronti dell’Iran, compreso un risarcimento per le persone uccise dalla Repubblica islamica nei conflitti, dopo che Teheran aveva ribadito la richiesta di riparazioni nell’ambito dei negoziati per porre fine al conflitto.






