Alessandro Morelli lo ribadisce: dopo la pausa di Ferragosto, il Cipess tornerà al lavoro per arrivare a definire, e approvare, la nuova delibera entro la prima decade di settembre. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, al quale la premier Giorgia Meloni ha assegnato la delega per il Cipess, è fiducioso sull’esito favorevole delle procedure. Lo sono anche il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e l’amministratore delegato della “Stretto di Messina”, Pietro Ciucci, convinti di portare un atto deliberativo stavolta «inattaccabile», perché – come sottolinea l’ad della società statale – «sono stati recepiti tutti i rilievi mossi dalla Corte dei conti nell’ottobre 2025». Stavolta, dunque, il Governo nutre le fondata speranza di un nulla osta, da parte dei giudici contabili, senza «riserva», in modo da arrivare alla pubblicazione delle delibera Cipess sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana entro ottobre-novembre.Non si placano, intanto, le polemiche dopo il corteo No Ponte di sabato scorso a Messina. Maurizio Rella, presidente dell’associazione “Messina bene comune” e referente messinese di Controcorrente, il movimento fondato da Ismaele La Vardera, lancia un affondo rivolto alla sottosegretaria di Stato, la messinese Matilde Siracusano, la quale aveva definnito quella di sabato «non una manifestazione contro il Ponte ma contro la nostra terra e il futuro dei nostri figli». Ed ecco la replica: «Onorevole Siracusano, chi ama la propria terra, non la devasta: la difende. Definire i manifestanti No Ponte “contro la propria terra” è un insulto non soltanto a chi è sceso in piazza, ma a una parte importante e consapevole della comunità dello Stretto e del nostro territorio. Onorevole Siracusano, noi non siamo contro Messina né contro la nostra terra di Sicilia e di Calabria. Siamo contro un progetto che riteniamo sbagliato, contraddittorio, sproporzionato, distruttivo e mangiasoldi. E proprio perché amiamo questa terra non accettiamo che il suo futuro venga legato a un'opera gigantesca sulla quale continuano a esistere interrogativi enormi: costi, sostenibilità, tempi, impatto ambientale, sicurezza e reali benefici per il territorio interessato. Il Governo parla di sviluppo. Ma quale sviluppo? La Sicilia, la Calabria, il Sud continuano ad avere problemi enormi di mobilità, collegamenti, servizi, manutenzione del territorio e qualità della vita.