Andamenti contrastanti per i titoli delle Borse cinesi la piazza di Hong Kong ha chiuso in leggero calo, poiché gli investitori hanno rivalutato le prospettive di una fine del conflitto tra Stati Uniti e Iran che ha fatto salire i prezzi globali del petrolio. A metà giornata, l’indice di riferimento Shanghai Composite ha ceduto lo 0,1%, mentre l’indice blue chip CSI300 ha guadagnato lo 0,2%. L’indice di Shenzhen, di dimensioni più ridotte, era in rialzo dello 0,4%, l’indice ChiNext Composite, dedicato alle start-up, era in rialzo dell’1,4% e l’indice STAR50 di Shanghai, incentrato sul settore tecnologico, ha guadagnato lo 0,2%.

Prezzi petrolio stabilizzati ai massimi

Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto alle condizioni poste dall’Iran per un accordo di pace avanzando a sua volta la richiesta che l’Iran paghi un risarcimento per le persone uccise durante guerre, attacchi e proteste, in un’escalation retorica che rischia di complicare gli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz.

I prezzi del petrolio si sono stabilizzati ai massimi di oltre una settimana, mentre si affievoliscono le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz. «Gli attacchi alle navi e alle infrastrutture petrolifere in Medio Oriente durante il fine settimana, insieme alla rinnovata richiesta di concessioni da parte dell’Iran e al rifiuto di negoziati diretti con gli Stati Uniti, hanno aggiunto ulteriore incertezza alle prospettive di riapertura dello Stretto di Ormuz», hanno affermato gli analisti di OCBC in una nota.