di
Antonella Baccaro
Il giornalista: oltre un milione hanno visto il mio post, tanti mi vogliono bene
L’arresto di Valter Lavitola quale mandante dell’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, incrocia in un punto nevralgico l’indagine interna del Comitato etico della Rai sul giornalista. A ieri si era al punto in cui si stava cominciando a tirare le fila della relazione che deve essere sottoposta all’amministratore delegato Giampaolo Rossi, perché possa prendere una decisione sulle sorti di Ranucci. Fonti non confermate davano per imminente la fase conclusiva, appena prima della pausa di Ferragosto.
Ora però le motivazioni dell’arresto introducono novità importanti che riguardano l’inchiesta giudiziaria ma non possono essere trascurate in quella interna alla Rai. Perché, se da una parte il movente attribuito al faccendiere, cioè aumentare la popolarità del giornalista per poterlo affiancare da consigliere in un futuro politico, lascia qualche dubbio sulle reali ambizioni di Ranucci (che comunque era a conoscenza del sondaggio che Lavitola voleva condurre per misurarne l’appeal), dall’altra esclude categoricamente un suo ruolo nell’ideazione dell’attentato.








