Anche quest’anno il Summer Festival è terminato – premette il Comitato Vivere il centro storico – , lasciandosi dietro il consueto strascico di disagi e lamentele. Da anni ai lucchesi viene raccontato che la manifestazione produce importanti ricadute economiche per la città. Eppure la relazione dell’Università di Pisa che dovrebbe dimostrarlo continua a non essere resa pubblica, nonostante rappresenti una delle poche condizioni poste a carico dell’organizzatore. Se i benefici sono davvero così evidenti, perché quel documento resta nel cassetto? Il Sindaco, invece di pretendere trasparenza, tace. Eppure dovrebbe rispondere agli esercenti che durante molti concerti lamentano un calo della clientela mentre all’interno dell’area del Festival si vendono cibo e bevande, ai residenti che per oltre un mese subiscono rumore e limitazioni e vedono superati perfino i pareri dell’Asl con deroghe ai limiti acustici concesse con provvedimento sindacale su richiesta dell’organizzazione.
"Una cosa, però, è certa – osserva il comitato – : oltre mezzo milione di euro di contributi pubblici al Summer Festival ogni anno e la concessione gratuita di Piazza Napoleone, dell’Ex Campo Balilla e dell’area della biglietteria del Teatro del Giglio. Altrove funziona diversamente. Il Carnevale di Viareggio, il Palio di Siena, il Circo Massimo di Roma e l’Arena di Verona producono entrate significative per le amministrazioni che ospitano gli eventi. A Lucca, invece, il patrimonio pubblico viene concesso gratuitamente e per di più il Comune finanzia anche la manifestazione con risorse dei cittadini. Forse il vero spettacolo del Summer Festival non va in scena sul palco, ma a Palazzo Orsetti."







