HomePratoCronaca"Una buona informazione può aiutare a farsi avanti"Francesca Ranaldi, Centro La Nara, racconta l’impegno per tutte le donneFrancesca RanaldiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"E’ faticoso rompere il silenzio della violenza di genere e una buona informazione penso possa aiutare ad elaborare il proprio vissuto di violenza e farsi avanti": Francesca Ranaldi, responsabile del centro antiviolenza La Nara di Prato, da anni si occupa di violenza di genere e lavora in stretta collaborazione con lo sportello della Cgil.

"C’è un interscambio fra noi e la Cgil – spiega – ma la nostra attività è legata soprattutto al diritto di famiglia, ai casi di maltrattamenti e violenza, finalizzata alla messa in sicurezza della donna. Allo stesso modo noi inviamo la donna allo sportello Cgil per le questioni riguardanti la sfera professionale".

Il Centro La Nara al 30 giugno scorso aveva preso in carico 421 donne e al 31 dicembre 2025 i casi trattati erano stati 539, quindi mancando ancora i dati di 6 mesi alla fine dell’anno si può dire che il problema della violenza di genere a Prato e in provincia è sempre vivo. Sono circa 300 le donne di Prato che si sono rivolte a La Nara.

I 421 casi riguardano l’intera provincia di Prato, compresi gli sportelli dei Comuni medicei, Val Bisenzio e Montemurlo e la scelta di dove rivolgersi è fatta dalle stesse donne: c’è chi ad esempio non vuole farsi vedere a Carmignano e si rivolge a Poggio, chi per ragioni di lavoro si trova a Prato e sceglie quindi Prato. Il 70% dell’utenza è italiana e il 30% è straniera ma non ci sono donne di nazionalità cinese. Fra le straniere, si rivolgono a La Nara donne del nord Africa, dell’Europa dell’Est, del Pakistan e Bangladesh.