Mastica la Lega, come mastica le critiche, mastica e sputa. Salvini è di gomma e cancella anche la verità. Non è vero nulla di quello che dice nelle interviste. La Lega lombarda gli ha chiesto “fatti da parte”, “vattene via”, il “tuo ciclo è finito”, e lui risponde che ha avuto un franco confronto, una bellissima discussione. E’ come se il condannato vi dicesse prima della sentenza: ho avuto con il giudice un sereno colloquio sul mio recente passato. Sapete cosa è costretta a fare la Lega, per restituire la cronaca, per raccontare la riunione di venerdì sera, cinque ore drammatiche, dove è accaduto di tutto? Manda samizdat ai giornali, “raccontate, vi prego”, si tramandano le frasi come gli aedi.La riunione che Salvini derubrica a un aperitivo a Milano, a Via Bellerio, il 7 agosto, è finita con lui che ne promette un’altra “a fine agosto”. Daniele Belotti, la voce di Pontida, gli ha suggerito “lascia”; il leghista di Brescia, Giovanmaria Flocchini gli ha spiegato: “Il tuo ciclo è finito”; Attilio Fontana, l’hidalgo, con la sua voce ferma, ha continuato: “Riconosco quello che hai fatto da ministro, ma la Lega non è fatta solo di numeri, grandi opere. La Lega è sogno, la Lega deve essere di lotta e di governo. Non siamo nati per appiattirci sul centrodestra”. Cosa altro gli devono dire? Ah, gli hanno anche detto, i membri di Brescia a Bergamo, che la “Lega è debole. Non si tessera più nessuno”, “che fino a quando ci sei tu, non ci votano”, “hai perso credibilità”. Erano circa quaranta partecipanti, ma meglio non fare nomi perché di questi tempi si finisce in esilio. Ogni santo giorno Attilio Fontana, quando pensa che Federica Valenti (la giornalista di Agi che ha seguito la Lega, per trent’anni) è stata spostata agli esteri, vorrebbe anche lui cambiare passaporto. L’intervento di Salvini è durato mezz’ora e per altre tre ore e mezza, in tutte le lingue ladine, i leghisti hanno provato a raccontargli il loro malessere. Nulla. Salvini copia da Schlein. Ha preso sette pagine di appunti. Quando gli dicevano è “finita”, alzava la spalla e rispondeva, “non esageriamo”. Incassa come il pugile Jack LaMotta. Continuavano a dire: “Lascia a chi oggi può dare qualcosa”. E’ ovvio che si riferivano a Zaia e Fedriga, ai governatori, ma al solito, Salvini replicava: “Porto la Lega al dieci per cento”.Lo sanno tutti qual è il suo piano: un partito alla Renzi, la Leghetta, un partito di venti amici al bar. Vuole arrivare alle elezioni e purgarli la notte delle liste, il primo è Romeo, il capogruppo al Senato. Durante la riunione gli hanno fatto un po’ di ombra e vento solo Toccalini e la ministra Locatelli. Per entrambi il problema è che si parla con i giornali e non che Salvini ha imbucato quel disastro di nome Vannacci, uno che per due anni è salito sull’automobile Lega (database, iscritti consultati) e poi è sceso scaracchiando. E’ stato Fontana a dire a Salvini: “Chi ti critica non può etichettarlo come nemico”. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da sorridere. La soluzione che Salvini vorrebbe portare a fine mese è nuovamente la gestione collegiale. Vuole riprovare con il barbatrucco: fare finta di dare più poteri ai governatori, come ha fatto con quella cabina di regia territoriale che ha varato, una superfasullata. Ricordate lo statuto che si erano inventati per salvarlo? Lo ha masticato, stracciato, e ora che lo ha digerito, vuole riproporlo. Se non avesse Durigon, che gli vuole bene, e che gli ha inventato la pre-Pontida, questa manifestazione l’8 e il 9 settembre a Roma, sarebbe già il conto alla rovescia. La novità è che questa volta i governatori non hanno intenzione di caricarsi la discesa. Stanno dicendo: “O si fa da parte e nomina tre figure che traghettano, o noi non ci mettiamo la faccia”. Al momento, onore a Belotti, al milite Flocchini, all’hidalgo Fontana. Salvini a furia di frequentare il sud si è meridionalizzato come nella novella di Verga. Somiglia sempre più a Mazzarò che non voleva separarsi dagli averi. Quando gli dissero che era il momento di lasciare, colpiva anatre e tacchini e urlava: “Roba mia, vientene con me!”. Pensa che la Lega sia ancora la sua Roba.