Tutti i giornalisti e i membri dello staff della Casa Bianca presenti sul gigante dei cieli ammessi al viaggio con il presidente erano convinti che a bordo, come sempre, ci fosse anche lui. Invece, la missione inedita svelata dalle pagine del Washington Post racconta di una misura straordinaria adottata per il rischio di un attentato.
Ankara, 8 luglio scorso. Al termine del vertice Nato “Trump è salito a bordo del vecchio jumbo jet Air Force One sotto l'occhio delle telecamere", scrive il quotidiano, “ma pochi minuti dopo, è stato trasferito segretamente su un aereo più piccolo, un C-32A dell'Aeronautica, utilizzando un camion per il catering aeroportuale, solitamente impiegato per caricare pasti e altre provviste prima del volo”. Dalle immagini girate in quei minuti, si vede il mezzo carica vivande fermo in pista sul fianco opposto rispetto alla scaletta d’imbarco che si sposta poco dopo la salita del presidente a bordo.
La ricostruzione fornita da un funzionario statunitense coperto dall’anonimato trova confermata da materiale esaminato dal Post. “In tal modo, l'Air Force One è diventato un'esca”, ha spiegato, a fronte probabilmente della minaccia di attentati ai danni del presidente da parte dell’Iran. La manovra ha fatto sì che la posizione effettiva del presidente rimanesse nascosta al pubblico americano e a molti alti funzionari statunitensi per ore.











