Ai primi piani di alcuni palazzi di corso Italia sono comparsi degli ombreggianti alle finestre. Non servono per ripararsi dal sole, ma per evitare di essere riconosciuti mentre si fotografa ciò che accade in strada. Alcuni residenti raccontano di aver subìto minacce dopo aver provato a documentare situazioni di degrado e comportamenti incivili più volte segnalati alle istituzioni. Una tensione che dura da anni: prima le auto vandalizzate, poi gli schiamazzi notturni, oggi una presenza stabile che in alcuni punti della strada si prolunga per l’intera giornata, senza che siano mai arrivate risposte risolutive.
Per chi abita nella zona questa realtà è ormai quotidiana, tanto che la presenza costante di persone lungo i marciapiedi e a ridosso del cantiere non viene più percepita come occasionale. Le famiglie raccontano di vivere con particolare apprensione le ore notturne, soprattutto quando i ragazzi rientrano da soli. Rincasare tardi, attraversare determinati tratti o semplicemente scendere dall’auto nelle ore meno frequentate è diventato, per molti, motivo di paura.
Il fenomeno si fa ancora più evidente procedendo verso l’incrocio con via Quintino Sella. Qui portici e aree coperte offrono da anni riparo alle persone senza dimora. È il tratto in cui la strada assume sempre più l’aspetto di un dormitorio diffuso, con bivacchi che ormai si protraggono anche alla luce del sole, a pochi metri dal traffico e dal continuo passaggio di automobilisti e pedoni.







