Corso Italia è da tempo la casa dei senza fissa dimora. Sotto i portici decine di persone trovano riparo ormai da anni. Oggi, però, la loro presenza è ancora più evidente. Il motivo è paradossale: il cantiere aperto lungo la strada per la realizzazione del Brt ha finito per creare nuovi spazi dove fermarsi e trascorrere la giornata. Tra le arcate, quindi, trovano posto materassi, pallet di legno, cartoni e pochi effetti personali. Sulle recinzioni vengono stesi ad asciugare magliette, pantaloni e intimo. È il segno di una presenza ormai stabile che non si nasconde più e che non appartiene soltanto alle ore notturne. I lavori in corso hanno inevitabilmente moltiplicato gli spazi di riparo. Dove prima c’erano soltanto marciapiedi e portici, oggi le aree delimitate dalle recinzioni garantiscono anche una sorta di isolamento dal resto della strada. Così quello che già era uno dei luoghi simbolo dell’emarginazione cittadina è diventato un dormitorio a cielo aperto anche durante il giorno.

A pochi metri dai giacigli improvvisati, un uomo è costretto a espletare i propri bisogni fisiologici sotto il cavalcavia, in pieno giorno e nel cuore della città. Una fotografia che colpisce, ma che racconta soprattutto l’assenza di alternative per chi vive ai margini.