HomeBolognaCronacaAnziani e migranti uniti dall’orto socialeIl progetto di inclusione tra gli ospiti del centro diurno e i ragazzi del centro di accoglienza. Il sindaco: "Relazione che fa crescere tutti"Il progetto di inclusione tra gli ospiti del centro diurno e i ragazzi del centro di accoglienza. Il sindaco: "Relazione che fa crescere tutti"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciOrto Nostro: a Ozzano anziani del Melograno e giovani del CAS coltivano insieme. Un giardino è diventato uno spazio di relazione, inclusione e comunità attraverso una visione sociale europea. Un progetto che prende forma da un’esperienza che ridefinisce il senso delle politiche sociali locali, collocandole dentro una visione europea e integrata. Un’iniziativa interculturale che mette in relazione gli ospiti del CAS – Centro di accoglienza straordinaria con gli anziani del centro diurno ’Il Melograno’, gestito dalla cooperativa sociale Il Quadrifoglio. Si chiama ‘Orto Nostro’ ed è il nuovo progetto del Comune di Ozzano dell’Emilia e rappresenta un’applicazione delle linee europee in materia di social inclusion, community empowerment e partecipazione attiva.

Di cosa si tratta? Gli ospiti del Cas e gli anziani del centro diurno realizzano insieme un orto nel centro Il Melograno, nonostante gli ostacoli della lingua superati dalla presenza di un mediatore. Giornate trascorse tra un pranzo, lo scambio di idee su piante e fiori e la successiva piantumazione. Il progetto nasce da un’idea semplice: trasformare un giardino in un luogo di relazione, apprendimento e cura condivisa. Molti anziani del Melograno, oltre a svolgere così anche attività manuali e prendere contatto con la natura, chiamano ormai i giovani del CAS "nipoti". Contemporaneamente, i migranti ospiti a Ozzano si sentono parte attiva di una comunità.