di Anna MarchettiANCONA Gilberto Santini, da direttore Amat Marche (Associazione marchigiana delle attività teatrali), qual è l’aspetto più importante del riconoscimento Unesco del sistema dei teatri condominiali all’italiana di cui fanno parte gli otto marchigiani?

"Lo scatto di consapevolezza. Parto da un documento di inizio ‘800, ritrovato nell’archivio di uno dei nostri teatri storici, nel quale l’allora consiglio comunale parlava della costruzione del teatro ‘’come degno ornamento di ogni culta città’’. Una frase che non solo esprime l’elevato livello intellettuale di quel consiglio comunale ma sottolinea come la cultura, e il teatro in particolare, sia un momento fondamentale dell’identità di una comunità e della sua convivenza sociale. Ora tutto questo è riconosciuto da Unesco come patrimonio dell’umanità e ci impegna ad una maggiore consapevolezza sia sotto il profilo della conservazione delle strutture sia per per quanto riguarda la loro valorizzazione. In tutti i sopralluoghi, gli ispettori Unesco hanno insistito molto sulla vitalità dei nostri teatri e non è un caso che gli otto teatri marchigiani selezionati (il teatro Pergolesi di Jesi, Il Ventidio Basso di Ascoli, Il Serpente Aureo di Offida, Il teatro dell’Aquila di Fermo, il Lauro Rossi di Macerata, il Feronia di San Severino, il Gentile da Fabriano di Fabriano, il Bramante di Urbania ndr) siano nostri associati".