La comunicazione della Commissione Ue sulle modifiche da introdurre in materia di risoluzione delle crisi bancarie fa un passo avanti, ma restano interrogativi e valutazioni critiche.

Come è noto, il terzo pilastro dell'Unione Bancaria, purtroppo finora non introdotto, è quello della garanzia europea dei depositi.

Per la predetta risoluzione, oltre alla normativa delle crisi da modificare, occorre decidere definitivamente sulla configurazione del Fondo unico di risoluzione e sulla sua dotazione.

Se la Commissione supera la necessità, sostenuta dai Paesi frugali, di applicare ai titoli pubblici, ora risk free, un coefficiente di rischio, tuttavia essa introduce pure il tema della non concentrazione, da parte delle banche, dell'investimento in titoli, della quale occorrerà valutare come funzionerebbe e le conseguenze concrete, anche per evitare che non si tratti di zuppa, ma sia l'uguale pan bagnato.

Quanto poi alle risorse necessarie per la garanzia dei depositi, si ipotizza di conferire all'uopo i fondi nazionali di garanzia che verosimilmente sarebbero fatti oggetto di una centralizzata gestione unitaria.