<p>Non è ancora chiaro quando si entrerà nel merito del progetto elaborato dalla <strong>Commissione Europea</strong>, di cui è stato dato conto nei giorni scorsi <a href="https://www.milanofinanza.it/news/banche-la-commissione-ue-riscrive-le-regole-sulla-garanzia-dei-depositi-e-chiede-piu-diversificazione-202607141834097168">su queste colonne</a> e che riguarda l'assicurazione europea dei <strong>depositi bancari</strong>, uno dei tre pilastri del progetto dell'Unione Bancaria approvato nel 2014 e non ancora realizzato. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p>Non si tratta di un compito facile anche per il rapporto con i fondi nazionali per la tutela dei depositi; tuttavia <strong>12 anni</strong> sono chiaramente <strong>eccessivi </strong>per dare attuazione a un impegno assunto con un accordo intergovernativo. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Va ricordato che durante il <strong>governo Draghi</strong> fu elaborata una proposta in sede europea su questa materia, che però come condizione per la tutela dei depositi accentrata prevedeva la trasformazione dei titoli pubblici, ora «risk free», in titoli ai quali applicare un coefficiente di rischio. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p>La Germania, assieme agli altri <strong>Paesi </strong>cosiddetti «<strong>frugali</strong>», si batteva per una tale soluzione prevedendo impatti negativi sul finanziamento del bilancio pubblico che si sarebbero riflessi sulle banche e di ciò bisognava tener conto.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p>A quel punto giustamente Draghi disse che era <strong>preferibile nessuna intesa</strong> su questa riforma piuttosto che un <strong>pessimo accordo</strong>, non solo per l’Italia, il quale magari avrebbe sì intrapreso la via dell'introduzione della predetta assicurazione, ma avrebbe pure causato altresì, con una svolta storica, gravi problemi al finanziamento del Tesoro. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p>Ora nel progetto della Commissione non vi sarebbe - almeno fino a prova contraria - l'obbligo anzidetto sull'assenza o <strong>drastica contrazione dei rischi</strong>, ma questo sarebbe sostituito da un obbligo di diversificazione degli investimenti in titoli pubblici, sempre al fine di prevenire i rischi maggiori che una concentrazione determinerebbe, ma è difficile dire se questo sarà l'approdo definitivo di Bruxelles. <span contenteditable="false"> </span> </p> <ul class="leggi-anche"> <li>Leggi anche: <em><a href="https://www.milanofinanza.it/news/l-ue-riscrive-le-regole-per-le-banche-anche-su-depositi-e-titoli-di-stato-ecco-la-bozza-della-commissione-202606251516242553" target="_blank">L’Ue riscrive le regole per le banche, anche su depositi e titoli di Stato.