Di: Stefano Barbusca-Grigioni Sera/joe.p. Le temperature elevate che soffocano la pianura hanno effetti devastanti anche sopra i 3’000 metri nel gruppo del Bernina. Mentre sul versante italiano è stato chiuso per il caldo il rifugio Marco e Rosa, situato a oltre 3’600 metri di altitudine e base per affrontare la salita del Pizzo Bernina, in Alta Engadina le guide alpine sono costrette ad adattarsi a questa situazione straordinaria, come ci ha raccontato Simone Porta della Scuola delle guide di Pontresina al rientro dal Piz Palü.“Ho accompagnato un gruppo di clienti con altri due colleghi - spiega la guida alpina Simone Porta al microfono di Grigioni Sera - e quello che abbiamo visto sono gli effetti di questa estate molto calda. Le condizioni sono più difficili del normale. E quello che vediamo nello specifico è che c’è molta meno neve. Fino ad una quota di almeno 3’300 metri ormai i ghiacciai sono completamente privi di copertura nevosa. E quindi dobbiamo muoverci sul ghiaccio. L’altro problema grosso è quello dei distacchi di materiale roccioso dalle pareti. Dobbiamo dunque gestire il rischio nella maniera più appropriata quando ci muoviamo in montagna”.Il Pizzo Bernina, con i suoi 4049 metri, è un osservato speciale in questo periodo. “Diciamo che - afferma Porta - è l’unico 4’000 che abbiamo nei Grigioni e in tutte le Alpi centrali e orientali. Negli anni scorsi rimaneva sempre un pochino di neve, quantomeno sulla cresta sommitale. Quest’anno invece abbiamo solamente roccia. Diciamo che la situazione è diversa anche come temperature, con lo zero termico che è molto elevato: in questi ultimi 10-20 giorni probabilmente per tante notti in cima al Pizzo Bernina la temperatura non è neanche andata sotto zero”.Una salita simbolo di questa montagna, la Biancograt, per molti è la più bella cresta innevata delle Alpi. “Le condizioni su questo itinerario - ammette Porta - sono difficili, nel senso che tutte le parti rocciose sono sicuramente asciutte e quindi facili da arrampicare. Però la parte simbolo dell’itinerario, che è proprio questa cresta che dovrebbe essere nevosa, è ormai all’80% priva di copertura nevosa, e quindi è tutto ghiaccio. La salita su questa via non è vietata da nessuno. Però chiaramente dobbiamo prendere atto che le condizioni sono diverse rispetto a quelle che si potrebbero aspettare per questo periodo dell’anno”.In concreto, cosa è cambiato per le Guide Alpine? “Noi, come Scuola delle Guide di Pontresina - prosegue Porta - abbiamo deciso di aspettare, quantomeno con i nostri clienti, le prime precipitazioni nevose, che di solito arrivano verso il 20 agosto/inizio settembre, che poi potranno ridare il volto di Biancograt, quindi una cresta di neve bianca, e non di una cresta come adesso che è totalmente ghiacciata. Per quanto riguarda invece le altre offerte più classiche, come ad esempio il Piz Palü ed il Morteratsch, abbiamo adottato delle strategie che riguardano il cambiamento magari della via di salita, discostandosi da quella classica. Però comunque rimangono fattibili. E non c’è nessun divieto per le salite”.Tutto questo vuol dire anche meno clienti. “Sicuramente - aggiunge Porta - con condizioni di questo tipo le richieste sono inferiori rispetto a quello che potrebbe essere la media. Ma su questo non possiamo farci niente. E questo tipo di condizioni, oltre che per le guide, può essere difficile anche per i rifugisti”.Ma secondo alcuni esperti di clima, quest’estate in futuro potrebbe essere ricordata come una delle più fresche. “Diciamo che mi fa un po’ paura sentire una cosa del genere - conclude Porta - ed è sicuramente il fatto di vedere tutto questo ghiaccio che si scioglie quando ci si muove sui ghiacciai e di comparare quello che vedevamo anche solo 5 o 6 anni fa, ci fa capire che qualcosa sta cambiando. Bisognerebbe capire se è possibile fare qualcosa oppure se è un meccanismo al quale noi non possiamo opporci”.
Il Pizzo Bernina perde la sua neve: “La Biancograt è ormai una cresta di ghiaccio” - RSI
Pizzo Bernina senza neve: la Biancograt è ormai ghiaccio puro. La guida alpina Simone Porta racconta gli effetti del caldo anomalo sulle Alpi dei Grigioni.











