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Francesca Sala

Sondrio, il gestore Giancarlo «Bianco» Lenatti: in 30 anni mai visto nulla di simile

«Ieri ho visto venire giù una scarica di sassi e ghiaccio proprio sotto il rifugio. È stato un attimo: prima la montagna era ferma, poi ha cominciato a muoversi». Giancarlo «Bianco» Lenatti, guida alpina e maestro di sci, ha 69 anni e guarda la cima del Pizzo Bernina dalla finestra del Marco e Rosa De Marchi-Agostino Rocca, il rifugio più alto della Lombardia, di cui è gestore. È a 3.609 metri, sulla Forcola di Cresta Guzza, in Valtellina. Qui ha passato l’estate per trent’anni. Conosce i sentieri, le rocce, sa leggere la montagna. E dice che quello che sta accadendo non gli era mai capitato. Il rifugio, di proprietà del Cai, chiuderà domani. La decisione è stata presa perché gli accessi sono diventati troppo pericolosi. Sul versante svizzero il ghiaccio si è ritirato e sono comparsi crepacci e voragini, su quello italiano la frana di Lanzada rende ancora più complicato l’arrivo dalla Valmalenco. Il Marco e Rosa ha una storia lunga. Costruito nel 1913, rifatto nel 1964 accanto al primo edificio e poi ristrutturato. Doveva essere una stagione piena: Lenatti aveva accumulato viveri fino al 20 settembre, le prenotazioni erano esaurite e circa 1.500 alpinisti erano attesi nelle prossime settimane.