L’ex esterno dell’Inter Ashley Young racconta gli allenamenti e gli incastri di Conte: gli escamotage per testare i senatori, la reazione di Gasperini e i motivi per cui il tecnico non dura più di due anni.
Con Antonio Conte non ci sono mezze misure: o lo si ama o lo si odia. E spesso il confine tra i due sentimenti è molto sottile, con le cose che cambiano rapidamente. È quello che trapela anche dalle parole di un calciatore che lo conosce bene come Ashley Young, che ha condiviso con lui lo spogliatoio dell'Inter. Una stagione e mezza per l'ex esterno inglese con il tecnico italiano per capire quanto le storie circolanti sui suoi metodi fossero vere.
Ashley Young e l'esperienza con Conte all'Inter Già, perché se da un lato c'è il sergente di ferro capace di entrare nella testa dei suoi calciatori portandoli a rendere al meglio, dall'altra il rischio di un esaurimento dell'energia e di una rottura prolungata e insanabile è dietro l'angolo. Ashley Young, nonostante la sua esperienza pregressa tra Watford, Aston Villa e soprattutto Manchester United, dove di certo non si va piano, in Italia ha provato sulle sue gambe l'intensità degli allenamenti di Conte in nerazzurro. Sessioni di corsa infinite, capaci di distruggere chiunque, ma anche di dare una consapevolezza dei propri mezzi importante: "Per me era una follia, ma penso sia proprio questo che mi ha dato la longevità per continuare a giocare fino a 40 anni, l'età a cui sono arrivato prima di decidere di ritirarmi". L'aneddoto con Gasperini I risultati si vedevano subito, e la differenza in campo rispetto agli avversari era evidente al punto che, a metà del secondo tempo, quando gli altri crollavano, i nerazzurri riuscivano ancora ad accelerare: "E c'erano tantissime squadre che venivano a San Siro e, arrivati al 60°, noi prendevamo il volo e loro crollavano". Significativo in particolare l'aneddoto su Gasperini che, in occasione di un match contro la sua Atalanta, formazione nota per il suo ritmo proverbiale, rimase impressionato: "Dopo la partita Gasperini andò persino da Antonio Conte a dirgli: ‘Non so cosa facciate in allenamento, ma voi vi muovete a un ritmo doppio'".







