CommentiMario GiropolitologoSegui Domani su Google10 agosto 2026 • 20:46Aggiornato, 10 agosto 2026 • 20:48La guerra in Ucraina e il riarmo europeo non si possono ridurre a un “sì o no”. Gettare sugli elettori di sinistra la responsabilità di dirimere su pace e guerra è un sopruso: serve un dibattito aperto, perché nessuna maggioranza può fissarsi su posizioni rigide e definitiveLa guerra in Ucraina divide. Dalle polemiche emerge quanto non sia vero che tutti vogliono la fine del conflitto. C’è chi sostiene che occorra punire l’aggressore e ciò si traduce in guerra infinita. La vittoria sulla Russia è un mito: contro una potenza nucleare non si vince ma si rischia l’escalation atomica. In quel caso Washington bloccherebbe ogni reazione. La “pace giusta attraverso la forza” rappresenta un moralismo politico che tenta di fare accettare agli europei la guerra come unico deMario Giropolitologo
Amministratore di Dante Lab, è stato vice presidente di SACE; professore di relazioni internazionali all'Università per stranieri di Perugia; sottosegretario agli esteri nel governo Letta e viceministro degli esteri nei governi Renzi e Gentiloni, esercitando le deleghe sulla Cooperazione allo sviluppo, l’Africa, l’America Latina e la promozione della lingua e cultura italiana. Ha iniziato gli Stati generali della Lingua e della Cultura e le conferenze Italia-Africa.






