Nuova escalation di tensione nel carcere di Arghillà, a Reggio Calabria. A denunciarla è l’Osapp, secondo cui alcuni detenuti sarebbero riusciti a impossessarsi delle chiavi di una sezione, prendendo temporaneamente il controllo del reparto e dando vita a quella che il sindacato definisce una «devastazione violenta e sistematica».Secondo la ricostruzione dell’organizzazione sindacale, tutto sarebbe iniziato dopo il blocco dei colloqui disposto nei confronti di un detenuto. A quel punto altri sette ristretti, già sottoposti al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario, si sarebbero arrampicati sui muri dei passeggi, distruggendo l’impianto di videosorveglianza.Successivamente un gruppo di detenuti sarebbe riuscito a entrare in possesso delle chiavi della sezione, assumendo il controllo del reparto.Osapp: «Sistema di sicurezza collassato»
Il sindacato denuncia inoltre un clima interno segnato da tempo da «tensioni, nodi gestionali irrisolti e un atteggiamento conflittuale verso il personale di Polizia penitenziaria», che sarebbe costretto a lavorare in condizioni definite «psicofisiche insostenibili».«Quanto accaduto nelle ultime ore rappresenta il punto di non ritorno», afferma Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell’Osapp. «Quando soggetti in regime di 14-bis riescono a sottrarre le chiavi e a devastare un’intera struttura, significa che il sistema di sicurezza è totalmente collassato».Le richieste al Governo e al Dap






