Momenti di forte tensione nel carcere di Arghillà, dove, secondo la ricostruzione fornita dal sindacato Osapp, si sarebbe verificata una grave escalation culminata nella devastazione di una sezione detentiva. L’episodio sarebbe iniziato dopo il blocco dei colloqui disposto nei confronti di un detenuto. In risposta al provvedimento, sette detenuti già sottoposti al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario si sarebbero arrampicati sui muri dei passeggi, arrivando a danneggiare l’intero impianto di videosorveglianza.
Distrutto l’impianto di videosorveglianza
La situazione sarebbe poi ulteriormente degenerata. Secondo quanto riferito dall’Osapp, un gruppo di detenuti sarebbe riuscito a impossessarsi delle chiavi della sezione, assumendo di fatto il controllo del reparto. Da quel momento, sempre secondo il sindacato, sarebbe iniziata una fase di devastazione violenta e sistematica degli ambienti. Una ricostruzione che, se confermata dagli accertamenti, evidenzierebbe una grave vulnerabilità del sistema di sicurezza interno dell’istituto penitenziario.
L’Osapp: “Clima interno segnato da tensioni”
Il sindacato denuncia anche una situazione organizzativa che, a suo dire, sarebbe già caratterizzata da criticità. “A rendere ancora più critica la situazione – sostiene l’Osapp – è un clima organizzativo interno da tempo segnato da tensioni, nodi gestionali irrisolti e un atteggiamento conflittuale verso il personale di Polizia penitenziaria, costretto a operare in condizioni psicofisiche insostenibili”. Per il sindacato, quanto accaduto ad Arghillà rappresenterebbe un salto di gravità rispetto alle precedenti criticità.






