Roma, 10 agosto 2026 – Sta arrivando il conto della truffa delle targhe polacche utilizzate in Italia, in particolare nella zona di Napoli, su auto non assicurate, con la conferma che dalla Polonia sono state avviate le prime 500 azioni legali per ottenere un risarcimento di 80 milioni di euro. Inoltre si è aperto un canale di collaborazione tra Polonia e Italia per bloccare la truffa, eseguire controlli mirati sui veicoli con targa polacca presenti in Italia e arrivare alla radiazione di quelli irregolari.

Avviate 500 cause

È il Pbuk (Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych), l’ente nazionale polacco che gestisce i risarcimenti legati ai veicoli non assicurati, a comunicare di avere in corso circa 500 azioni di rivalsa verso automobilisti o società intestatarie di auto con targa polacca che hanno causato danni senza essere coperte da assicurazione. L’obiettivo dell’ente polacco è recuperare, in questa fase, una cifra di 80 milioni di euro che equivale alle somme pagate alle persone danneggiate negli incidenti provocati da veicoli che risultavano immatricolati in Polonia ma che, secondo l’analisi dell’ente, erano in realtà utilizzati stabilmente in Italia.

Il fenomeno

Il fenomeno della diffusione delle targhe polacche su vecchie auto circolanti in Italia senza Rca è tenuto sotto osservazione dal Pbuk da tempo. E dai dati forniti emerge che è una pratica cresciuta rapidamente, tanto che tra il 2021 e il 2025 il numero dei risarcimenti pagati dal Pbuk per incidenti avvenuti in Italia è aumentato di quasi 17 volte, mentre il valore complessivo delle somme versate è cresciuto di quasi 10 volte. Nello stesso periodo, la quota degli incidenti avvenuti solo in Italia è passata da circa il 10% al 44% sul totale della spesa sostenuta dal Pbuk nella sua funzione di organismo di garanzia per i danni provocati da veicoli non assicurati. Nel solo 2025, il Pbuk ha registrato 3.188 nuove richieste di risarcimento relative a incidenti provocati all’estero da veicoli immatricolati in Polonia e privi di assicurazione, contro le 1.574 del 2024, con i risarcimenti pagati che sono quasi raddoppiati nell’ultimo anno da 6 milioni di euro a circa 11 milioni.