Qualcuno si è piazzato davanti alla Asl di via Carducci già prima del tramonto. Poi la notte, le sedie, i numeri e una fila sempre più lunga per conquistare uno dei mille posti disponibili per due medici di base. Una corsa finita alle 9.30, quando tutti i posti erano già esauriti: chi è arrivato dopo, allo sportello o sul portale, è rimasto fuori. «Sono arrivata alle 5.25 e c’era già moltissima gente in fila», racconta una cittadina. «In coda ero 82esima e ho pensato fosse anche un buon numero, considerato che i posti disponibili erano mille».

Poi la sorpresa: «Mi è stato detto che c’erano prima di me persone con 10, 20, anche 30 deleghe. E infatti non sono riuscita a fare la scelta. Non contesto la fila, a questo ormai siamo abituati. Ma questo meccanismo delle deleghe non è chiaro: ci sono davvero persone che fanno la fila per tante persone? La Asl dovrebbe fare chiarezza». Quella lunga fila sotto i portici ha colpito anche Barbara Concu, originaria di Oristano e residente da 25 anni in Lombardia. «Sono passata in via Carducci intorno alle 6 e ho visto la fila di persone. Mi sono indignata: non è possibile che per il sacrosanto diritto alla sanità si debba arrivare a questo».

Duro anche il commento di Salvatore Ledda, segretario provinciale di Fratelli d’Italia: «Quando una comunità è costretta a passare la notte su un marciapiede per accedere a un servizio essenziale, non siamo più di fronte a un semplice disservizio. Siamo davanti al fallimento di un sistema che ha smesso di mettere al centro la persona».