L’Europa chiede aiuto a Meta e TikTok, per gestire la minaccia di una nuova invasione dei migranti a Ceuta. Dopo gli allarmi sul tamtam via social e chat, confermati il 6 agosto anche dai servizi segreti spagnoli, la Commissione von der Leyen ha chiamato a rapporto il gigante americano e il colosso cinese. Per affidare loro una missione di sicurezza decisiva per il Vecchio Continente: vigilare sui profili impegnati a promuovere un nuovo sbarco di massa, sull’isola a largo del Marocco amministrata dalla Spagna. Un’altra crisi migratoria potrebbe incrinare ulteriormente uno cardini dell’Unione europea, cioè l’accordo di Schengen, per attraversare liberamente le frontiere senza l’obbligo dei controlli. “Il problema è che noi dipendiamo dalle piattaforme, ma le piattaforme sono molto più sensibili ai desiderata di Washington e a Pechino, e non è detto che daranno seguito alle indicazioni dell’Europa”, dice a ilfattoquotidiano.it l’esperto di sicurezza informatica Michele Colajanni, docente all’università di Bologna.

Anche oggi, secondo la testata Politico, proseguono gli incontri della Commissione Ue con Meta e TikTok. Lo scopo è uno solo: cancellare dai social network i messaggi e i profili “utilizzati dai trafficanti di essere umani” per incoraggiare ancora l’assalto a Ceuta. Alcuni account sono già nel mirino. “Le piattaforme hanno identificato una combinazione di trafficanti che offrono servizi con varie rotte illegali o documenti falsi”, ha dichiarato un funzionario Ue alla testata brussellese. Cui è giunta la conferma di un portavoce di Meta: un team del colosso è al lavoro in tempo reale per rimuovere contenuti “che offrono, facilitano o cercano servizi di traffico di esseri umani”. TikTok ha dichiarato a Politico di aver istituito una task force con tecnologie avanzate (presumibilmente l’Intelligenza artificiale) contro “gli schemi di sfruttamento”.