Il relatore speciale Koldo Casla richiama le autorità sulla situazione delle circa 400 persone evacuate. Intanto arrivano le prime sistemazioni per circa 30 nuclei familiariIl relatore speciale Koldo Casla richiama le autorità sulla situazione delle circa 400 persone evacuate. Intanto arrivano le prime sistemazioni per circa 30 nuclei familiariA dieci giorni dall'evacuazione di Spin Time, il caso arriva alle Nazioni Unite. Koldo Casla, relatore speciale dell'Onu sul diritto all'abitare, interviene sulla situazione delle circa 400 persone costrette a lasciare lo stabile di via di Santa Croce in Gerusalemme, mentre a Roma sono cominciati i primi trasferimenti verso sistemazioni temporanee. Per 81 persone, circa trenta nuclei familiari, una soluzione è già stata individuata."Sto seguendo le notizie relative alla situazione delle 400 persone (tra cui bambini, anziani e persone con disabilità) rimaste senza casa dopo l’evacuazione dello Spin Time a Roma. Le autorità italiane devono trovare una soluzione abitativa a lungo termine per questa comunità", ha scritto Casla in un messaggio diffuso su X. Il relatore speciale dell'Onu ha richiamato l'attenzione anche sulle condizioni delle sistemazioni provvisorie. "Le sistemazioni temporanee - ha sottolineato - non devono mettere a rischio la sicurezza personale, non possono diventare un’opzione a lungo termine e devono rispettare il diritto dei membri della famiglia a non essere separati, oltre a garantire un ragionevole livello di privacy".Nel frattempo è iniziato il percorso per trovare un tetto alle famiglie che dal 29 luglio non possono rientrare nell'edificio. "Ad oggi, grazie alle interlocuzioni tra Roma Capitale e lo sportello di tutela sociale di Spin Time, è stato trovato un alloggio temporaneo per 81 persone (circa 30 nuclei). Cercheremo di mandare aggiornamenti più frequenti possibili, compatibilmente con una situazione che come sapete è molto delicata per persone che stanno lasciando le loro case, anche solo momentaneamente", fanno sapere gli occupanti.Secondo quanto riportato da Repubblica, per i circa 130 nuclei familiari censiti sono state individuate diverse possibilità: strutture alberghiere convenzionate o convenzionabili con la Protezione civile, alloggi messi a disposizione dalla Caritas e dalla diocesi e disponibilità arrivate da privati. Priorità alle persone più fragili, tra cui bambini, anziani e malati, cercando di tenere conto anche della scuola frequentata dai minori, dei percorsi di cura e della necessità di non allontanare le persone dai servizi di cui hanno bisogno.Il ComuneLe soluzioni sono però temporanee. Il Campidoglio punta all'assegnazione progressiva di alloggi pubblici agli aventi diritto, dopo che nei giorni scorsi è definitivamente saltata la possibilità di far rientrare gli occupanti nello stabile. La trattativa tra Roma Capitale e Investire Sgr, proprietaria dell'immobile, si era infatti conclusa con quello che il sindaco Roberto Gualtieri aveva definito "Un no irrevocabile". Il Comune aveva proposto di prendere inizialmente in affitto l'edificio, intervenire sulla messa in sicurezza e consentire il ritorno graduale di circa 120 persone, per poi procedere verso l'acquisto dello stabile. Investire Sgr aveva però escluso questa possibilità, sostenendo che un utilizzo dell'immobile prima della vendita avrebbe esposto "la società e i suoi amministratori a rilevanti responsabilità civili e penali" e richiamando le condizioni di manutenzione e sicurezza riscontrate nell'edificio.L'incendio del 30 luglioLa vicenda era iniziata nella notte tra il 29 e il 30 luglio, quando un principio d'incendio aveva portato all'evacuazione e al sequestro del palazzo. Da allora centinaia di persone hanno dovuto abbandonare quella che per tredici anni era stata la loro abitazione, oltre che uno spazio dedicato ad attività sociali e culturali. Una parte degli ex residenti ha trascorso i giorni successivi davanti all'edificio, tra tende, materassi e brandine, mentre Comune, proprietà e Prefettura cercavano una soluzione.La solidarietàAlla solidarietà per la comunità di Spin Time si è aggiunta anche quella del regista britannico Ken Loach, 90 anni, che in passato aveva visitato la realtà romana. "Mi è dispiaciuto moltissimo apprendere dell'incendio allo Spin Time, del successivo sgombero e delle terribili conseguenze che ha comportato: vivere per strada deve essere davvero difficile per tutti voi, soprattutto per i più piccoli", ha scritto Loach. Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Spin Time, ricollocate in alloggi temporanei le prime 81 persone. Il richiamo dell’Onu: “L’Italia trovi una soluzione abitativa a lungo termine”
Il relatore speciale Koldo Casla richiama le autorità sulla situazione delle circa 400 persone evacuate. Intanto arrivano le prime sistemazioni per circa 30 nuc












