Pix brasiliano, Upi indiano, UnionPay cinese: sempre più Paesi costruiscono circuiti di pagamento alternativi per ridurre la dipendenza dai circuiti americani come Visa e Mastercard e affermare la propria indipendenza finanziaria. L’Europa inizia a muoversi con Wero e l’euro digitale, ma resta impantanata e frammentata
La nuova frontiera del sovranismo passa dai circuiti di pagamento, Mastercard e Visa in testa, a fronte di un mondo che si affretta a (o almeno cerca di) dotarsi di strumenti alternativi per tagliare i cordoni ombelicali con gli Stati Uniti - e vincere la partita che decide chi controlla i binari su cui corre il denaro. L’ultimo a sperimentare gli effetti di questo nuovo pressing a stelle e strisce è il Brasile di Lula, al quale Donald Trump il 15 luglio ha imposto dazi del 25% adducendo sia la solita questione della concorrenza “sleale”, sia una motivazione finora inedita: il Pix.








