Sui pagamenti digitali degli italiani e degli europei serviva una svolta.

In un anno Bancomat sta colmando il gap tecnologico con i circuiti internazionali, puntando ad essere sempre di più la moneta digitale dei nostri concittadini. Abbiamo un’infrastruttura domestica sicura e strategica e ora, entro il 2026, puntiamo a diffondere l’innovazione, dai nuovi servizi come lo scambio di denaro immediato senza Iban, all’implementazione dell’IA, diventando hub europeo dei pagamenti hi-tech». Fabrizio Burlando, 51 anni, è da un anno il ceo di Bancomat, la società che da oltre 40 anni gestisce uno dei circuiti di prelievo e pagamento più noti e diffusi in Italia, con più di 3 miliardi di operazioni ogni anno e circa 30 milioni di carte in circolazione nel Paese. Ingegnere con esperienza ventennale nel settore dei pagamenti digitali, Burlando ha lavorato in Mastercard e Bcg, portando la sua visione internazionale e innovativa nell'azienda italiana che, negli ultimi anni, è stata «lenta a reagire ai cambiamenti tecnologici».

In questo anno rispetto al passato si è vista una forte accelerazione sulla digitalizzazione. C’era bisogno di una svolta?

«Direi di sì. Bancomat è una società storica, che in 40 anni ha raggiunto l’obiettivo incredibile di 30 milioni di carte in circolazione. All’inizio gestivamo solo i prelievi e i pagamenti degli italiani, con i circuiti europei che erano disconnessi tra loro. Con la spinta della globalizzazione, però, il quadro è cambiato e c’è stata la necessità di interconnettere meglio l’Europa con tecnologie che si parlano in maniera efficiente. Non solo, se prima Visa e Mastercard si utilizzavano prevalentemente per acquisti all’estero, da qualche anno a questa parte hanno iniziato a spingere per essere usati al posto dei circuiti domestici, anche se gli esercenti che le utilizzano pagano commissioni decisamente più alte rispetto a quelle che applichiamo noi. Per anni, come Bancomat, siamo stati lenti a reagire. Abbiamo impiegato quest’anno per colmare il gap tecnologico e innovare in Italia, con lo spirito di una start up e l’obiettivo di essere sempre più la moneta digitale degli italiani».