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Gaia Piccardi

L'Italia si presenta a Birmingham con la squadra più numerosa di sempre, 130 azzurri: Jacobs corre «per lui» nel giorno del lutto per Berruti, Fabbri accarezza il record di lancio, Furlani cerca la rotta dopo l'infortunio in Cina

DALLA NOSTRA INVIATABIRMINGHAM — È l'ora di cena, nell'albergo della Nazionale. Anche per chi non ha l'età per averlo mai incontrato, Livio Berruti era molto di più della foto seppiata di Roma '60, che racconta uno sport che non esiste più. Scomparso Mennea, Livio era il nume tutelare della nostra atletica. La sua telefonata alla fine dei grandi eventi, per commentare tempi e risultati, era un dolce privilegio.

A prendere la parola è il dio di Olimpia, Marcell Jacobs: «Fu oro olimpico nei 200 battendo per la prima volta, lui italiano, i campioni americani. Mi riconosco nella sua falcata da angelo: la leggerezza di Berruti è un modello per noi velocisti. Mi inchino al suo ricordo e gli sono grato per le belle parole dopo la mia vittoria a Tokyo: ho trovato un valido erede, disse. A Birmingham correrò per lui».