Può essere influenzato sia da fattori di rischio ambientali che da fattori genetici. Ma quali siano i meccanismi biologici alla base della predisposizione al disturbo borderline di personalità è rimasto finora in gran parte un mistero. A compiere oggi un importante passo in avanti è stato un nuovo studio, il più ampio mai realizzato sul tema, che ha per la prima volta identificato 11 siti del genoma associati a un aumento del rischio di sviluppare questa grave malattia mentale. Lo studio, svolto da un team di ricerca internazionale, coordinato dal Central Institute of Mental Health in Mannheim, è stato pubblicato di recente sulla rivista Nature Genetics.

Una condizione ancora poco compresa

Il disturbo borderline di personalità, ricordiamo brevemente, è una malattia mentale che esordisce spesso durante l'adolescenza e colpisce circa lo 0,9-1,9% della popolazione nei paesi occidentali, con una diagnosi circa tre volte più frequente nelle donne rispetto agli uomini. Si tratta di una condizione caratterizzata da instabilità emotiva, distorsioni cognitive e percettive e notevoli difficoltà relazionali, con molti pazienti che manifestano comportamenti autolesionistici, pensieri suicidari o ripetuti tentativi di suicidio. Tuttavia, nonostante l'elevato carico psicologico, la frequente presenza di patologie concomitanti e l'assenza di farmaci specifici, le cause biologiche sono ancora poco comprese.