L’ex velocista Livio Berruti, che alle Olimpiadi di Roma nel 1960 fu il primo atleta non nordamericano a vincere i 200 metri alle Olimpiadi, è morto a 87 anni a causa di una breve malattia. Grazie al suo risultato Berruti diventò un mito dello sport nazionale, peraltro in un periodo di grande ricostruzione per il paese. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha ricordato come «una figura altamente rappresentativa dello sport italiano». I suoi funerali si terranno in forma privata.
Berruti era nato nel 1939 a Torino. Da ragazzino avrebbe voluto giocare a tennis, ma dati i buoni i risultati cominciò a dedicarsi all’atletica, diventando uno dei velocisti più forti degli anni Sessanta. Nel 1957, a 18 anni, eguagliò il record italiano nei 100 metri stabilito quasi vent’anni prima da Orazio Mariani, e a 21 partecipò alle sue prime Olimpiadi, a Roma appunto. Il 3 settembre del 1960, con i suoi immancabili occhiali da sole, vinse la finale dei 200 metri sulla pista in terra battuta dello Stadio Olimpico in 20,8 secondi, piazzandosi davanti allo statunitense Lester Carney e al francese Abdoulaye Sèye. Poche ore prima in semifinale aveva eguagliato il record del mondo sulla distanza di 20,5 secondi.











