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Andrea Galli

A Udine il mistero della 38enne dalla doppia vita, trovata priva di vita il 9 ottobre 2004. Le prostitute come obiettivo e la pista del serial killer

Un mistero in vita, Donatella, ancor prima di morire. Uccisa come fu da un killer. Un mostro. Ma non il cosiddetto «mostro di Udine», figura degli anni Settanta e Ottanta a tutt’oggi, ancora a tutt’oggi, più letteraria e televisiva che reale, in quanto mai identificata, imputata, infine condannata.

Quattro le donne che si presume siano state assassinate in Friuli Venezia Giulia dall’identica mano che manovrò un bisturi con una precisione, una destrezza da esperto e praticante di chirurgia, incidendo dopo il decesso la zona del basso ventre, e difatti a lungo si ipotizzò potesse essere un medico. Per la verità uno venne pure braccato, laurea e specializzazione in ginecologia ma non aveva mai esercitato, soffriva di una grave malattia mentale, s’era auto-recluso in casa, assistito dalla sorella e da un fratello, e non usciva mai per paura nei confronti del prossimo, del mondo intero. In ogni modo niente c’entrava, alibi solidi.