Questo è il primo articolo della serie “Il turista”, quattro reportage su alcuni dei luoghi simbolo del turismo in Italia.
Eccoli, sono ovunque. Rossi, gialli, verdi e di ogni colore, ecco gli autobus scoperti a due piani, la festa mobile in formato tascabile che ogni turista va cercando. Chi viene a Roma non fa eccezione. E, però, “mai più” dice alla moglie un signore, alludendo al mal d’auto per il viaggio appena concluso. “Mai più, peggio che il mal di mare”, insiste. I figli sembrano meno definitivi. Un altro giro lo farebbero. E allora conviene dargli retta, partecipare anche noi alla festa mobile, issarsi fino al secondo piano e così sia.
Nel traffico, giganteschi, gli autobus turistici si rincorrono, si affiancano, qualcuno tenta perfino un sorpasso percorrendo le curve attorno alla stazione Termini, e poi approfittando di un semaforo di via Cavour. I vigili in strada osservano ogni cosa con l’aria di aver già visto tutto. E figurarsi se si lasciano impressionare da un paio di autobus che procedono affiancati, traballando sui sampietrini. Forse il tizio del mal d’auto non aveva tutti i torti a lamentarsi. Ma intanto ogni cosa corre insieme ai bus, perfino la guida che racconta la storia romana e scaraventa su e giù per i secoli chi ascolta, transitando vorticosamente da Romolo e Remo fino alla morte di Giulio Cesare, e poi ecco già i barbari. E allora ciao Roma bella, anche perché siamo ormai in vista della basilica di Santa Maria Maggiore. Circondata da auto, sembra uno spartitraffico. E d’un fiato finisce alle spalle anche lei.








