VENEZIA - È morto nella notte l’architetto veneziano Ugo Camerino, protagonista per oltre quarant’anni di numerosi interventi di progettazione e restauro a Venezia e in altre città italiane. Figlio della stilista Giuliana Camerino Coen, aveva legato la propria attività professionale soprattutto all’architettura pubblica e al recupero del patrimonio storico.

IL PERCORSO PROFESSIONALE Alla professione di architetto, cominciata alla fine degli anni Sessanta, aveva affiancato l’attività accademica allo Iuav di Venezia, dove ha insegnato Composizione architettonica come assistente di ruolo di Ignazio Gardella, successivamente di Gino Valle e, in una fase seguente, di Nani Valle. Tra i primi importanti capitoli della sua attività professionale a Venezia figura quello legato al Ghetto, dove, dagli anni Ottanta fino ai primi anni Novanta, ha curato il restauro della Scola Italiana, del Museo Ebraico e della Casa Israelitica. Al Ghetto ha dedicato anche un importante lavoro di studio: il volume “La città degli ebrei”, realizzato con Donatella Calabi ed Ennio Concina, curando i rilievi delle cinque sinagoghe veneziane. Nel corso della sua attività professionale ha seguito inoltre, su progetto di Luciano Semerani, la direzione dei lavori dell’Ospedale Civile di Venezia. Nel 1998 ha progettato e realizzato, insieme agli architetti Aymeric Zublena e Ugo Enrico Dellapiana, l’ospedale di Alba-Bra.Tra il 2000 e il 2002 si è occupato della ristrutturazione e riconversione del Fabbricato 103 del Porto di Venezia, trasformato in Stazione crociere con funzioni polivalenti. Nel 2007 ha restaurato alla Fondazione Giorgio Cini i vecchi edifici della Scuola di arti e mestieri, trasformandoli in una struttura residenziale per studiosi, la Residenza del Centro internazionale di studi della Civiltà italiana “Vittore Branca”. Tra il 2008 e il 2009 ha lavorato alla Biblioteca Civica di Verona, restituendole una nuova funzionalità attraverso il collegamento del cosiddetto edificio Nervi con il corpo monumentale dei tre edifici storici mediante un nuovo volume vetrato. Negli stessi anni, su incarico dell’Autorità portuale di Trieste, ha restaurato l’edificio di Corso Cavour 2, trasformandolo in un polo culturale per mostre ed eventi poi denominato “Il Magazzino delle Idee”. Nel 2010, a Venezia, ha seguito il risanamento, il consolidamento strutturale e il restauro di Ca’ da Mosto, uno dei più antichi palazzi affacciati sul Canal Grande. Al palazzo ha dedicato successivamente anche un lavoro di ricerca, confluito nel 2022 nel volume “Ca’ da Mosto. La parabola di un palazzo veneziano nello specchio della Serenissima” (Linead’acqua). Sempre nel 2010, a Trieste, su incarico dell’Autorità portuale ha effettuato il consolidamento strutturale e il restauro dell’Hangar 42 del Molo Bersaglieri, destinato al riutilizzo come Stazione Marittima.Tra il 2010 e il 2013 è intervenuto a Verona sugli interni di Palazzo Giuliari, adeguandoli alle funzioni universitarie. Nel lungo elenco degli interventi realizzati da Camerino rientrano inoltre la riqualificazione del refettorio dello IULM di Milano e un intervento sulla piazza di Longarone. Alla progettazione ha affiancato anche l’attività di studio e pubblicazione, documentando alcuni dei principali lavori realizzati nel corso della carriera. Lascia la moglie Marinella, la figlia Guia, i tre nipoti e la sorella Roberta. La data delle esequie sarà comunicata dalla famiglia.