VENEZIA «Se n'è andato nello stesso modo in cui ha vissuto: con discrezione, quasi in punta di piedi, senza clamore». La recente scomparsa dell'ottantaduenne imprenditore della ristorazione Guido Scarpa, avvenuta la scorsa settimana a Venezia - risiedeva a Sant'Elena - è stata per molti suoi amici un segnale: «Ci sono persone che costruiscono il volto di una città senza mai cercare i riflettori», ricorda in particolare l'amico fraterno Paolo Garlato, proprietario della storica Pasticceria Rizzardini. Che prosegue: «Con il loro lavoro, la loro umanità e il loro esempio diventano parte della sua identità, per questo credo sia doveroso ricordare Guido Scarpa, un uomo che ha dedicato la sua vita a Venezia e ai veneziani, lasciando un'eredità fatta soprattutto di valori». Nato a Pellestrina, dopo anni trascorsi a navigare per il mondo, approdò definitivamente a Venezia: «Città che imparò a conoscere e ad amare attraverso i suoi caffè, i bar, le osterie e le persone che li animavano ogni giorno - aggiunge Garlato - e con il tempo arrivò a gestire e a prendersi cura di una trentina di attività nel centro storico veneziano».
Tra le più conosciute il Paradiso, in zona Biennale, Zorzi a San Luca, i Coristi accanto alla Fenice, il Colleoni e il Cavallo ai Santi Giovanni e Paolo. A queste si aggiungevano numerosi alberghi e strutture ricettive, seguite sempre con grande professionalità e dedizione.






