Non ha voluto sporgere denuncia né farsi refertare la donna straniera che, nella notte tra sabato e domenica, avrebbe allertato al 112 e segnalato ai Carabinieri di essere stata aggredita da un uomo (di nazionalità polacca) all’interno di un immobile abbandonato tra Calata San Vito e Fratte, nei pressi di piazza Onofrio Coppola. Dopo il primo intervento dei militari e dopo essere stata ascoltata nella vicina stazione dei carabinieri di Calata San Vito, la donna ha scelto di non formalizzare l’accaduto e di non sottoporsi agli accertamenti sanitari per documentare eventuali lesioni. La segnalazione aveva comunque fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine e le ricerche del presunto aggressore. L’uomo, secondo quanto riferito, dopo l’episodio si sarebbe allontanato a piedi nel tentativo di far perdere le proprie tracce.
GLI ACCERTAMENTI I Carabinieri lo hanno successivamente rintracciato e fermato per gli accertamenti del caso proprio nel casolare dove pare sia avvenuta l’aggressione: quest’ultimo infatti era ritornato all’interno dell’immobile, addormentandosi e risultando così irreperibile dopo l’aggressione alla compagna per la quale era riuscito a scappare. Una vicenda dai contorni ancora da chiarire, dunque, e sulla quale non risultano al momento elementi sufficienti per ricostruire con certezza quanto sarebbe accaduto all’interno dello stabile. Sul posto, oltre ai Carabinieri, sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco, impegnati nelle verifiche all’interno della struttura, i sanitari del 118 e i militari della Compagnia di Intervento Operativo di Bari, impegnati in questi giorni come supporto al controllo del territorio. Una mobilitazione scattata a seguito della segnalazione e della particolare situazione dell’immobile, da tempo inutilizzato e in condizioni di abbandono. L’intervento - durante gli attimi concitati di caos - non è passato inosservato e nonostante l’orario in tanti sono scesi in strada o sono rimasti davanti alle finestre, pensando al peggio, dopo aver visto il grande spiegamento di forze dell’ordine intervenute. Ed è proprio il “casolare” a tornare al centro delle preoccupazioni di chi vive nella zona. Secondo quanto segnalato più volte dai residenti e da alcuni cittadini di passaggio, infatti, l’area intorno alla struttura (ma anche all’interno della struttura stessa) sarebbe da tempo teatro di situazioni di degrado e di disagio. I cittadini denunciano la presenza di caos nelle ore serali e non solo, episodi riconducibili allo spaccio di droga e schiamazzi, con conseguenti problemi per la quiete pubblica ma soprattutto pare che l’immobile abbandonato sia diventato anche rifugio per senzatetto nelle ore notturne. Un quadro che, al di là dell’episodio specifico, riporta l’attenzione sulla situazione di uno stabile che da tempo rappresenta una criticità per il quartiere e che sembra essere stato dimenticato nel tempo. L’immobile - presumibilmente di proprietà privata - sembra essere diventato un punto di ritrovo e un luogo difficilmente controllabile, alimentando la percezione di insicurezza tra i residenti e favorendo, secondo le loro segnalazioni, fenomeni di degrado sociale. Poco distante, nei mesi scorsi, è stato segnalata anche la presenza di un camper dove si rifugia spesso un uomo che è stato più volte allontanato dalla zona, avendo creato problemi e disagi ai residenti. L’episodio avvenuto nella notte tra sabato e domenica riaccende così i riflettori non soltanto su quanto sarebbe avvenuto tra le mura del casolare, ma anche sulle condizioni dell’area circostante. I residenti chiedono da tempo maggiore attenzione e controlli, lamentando una situazione che, a loro dire, si trascina ormai da troppo tempo. Resta ora da capire cosa sia realmente accaduto all’interno dell’edificio. Gli accertamenti dei Carabinieri dovranno consentire di ricostruire la sequenza dei fatti, verificare la natura dell’episodio segnalato dalla donna e chiarire la posizione dell’uomo (già noto alle forze dell’ordine) rintracciato poi dopo dai militari ed identificato.








