La carica l'hanno suonata i ragazzi terribili dall'altra parte dell'oceano. Tre medaglie d'oro in un giorno ai Mondiali di atletica Under 20, dopo che in 40 anni l'Italia ne aveva conquistate sei. Sono arrivate da Serena Di Fabio nei 5 chilometri di marcia, da una staffetta 4x100 mista da record del mondo (Edwin Fermin Galvan, Elisa Valensin, Francesco Pagliarini e Kelly Doualla, giovanissima stella del movimento) e nel salto in lungo da Daniele Inzoli, che adesso passerà il testimone al fratello maggiore Francesco per gli Europei di Birmingham. Una rassegna continentale a cui gli azzurri si presentano con ambizioni altissime.

Non come l'ultima volta, forse, quando a Roma nel 2024 la spinta di una manifestazione casalinga mise le ali ai piedi ad atleti ed atlete tricolori, con un bottino gargantuesco di 24 metalli di cui 11 ori (9 gli argenti, 4 i bronzi) e un primo posto incontrastato nel medagliere. I padroni di casa della Gran Bretagna e la Germania sono questa volta - in un anno non olimpico - i grandi avversari nella 'classifica generale'. Le speranze dell'Italia sono comunque tante, tantissime, quelle di un movimento profondo e variegato che - come mostrano i risultati di Eugene - ha pure ottime promesse di futuro. "E' un team molto forte. Ha raggiunto traguardi storici negli ultimi anni, deve riscriverne altri. Ne riparliamo tra una settimana - le parole del dt della Nazionale, Antonio La Torre -. Le punte devono cercare di fare gol, ma ci sono anche gli osservati speciali, quelli che possono trasformare una grande squadra in una spedizione memorabile".