Frontman degli Almamegretta ora con un percorso da solista, Raiz sarà in concerto a Sibari e si racconta in questa intervista

Tra le voci più riconoscibili e magnetiche della musica italiana, Raiz attraversa da oltre trent’anni suoni, lingue e geografie componendo un’identità plurima e profondissima. Frontman e vera anima degli Almamegretta, ha dato corpo a una delle esperienze più originali del panorama nazionale, mescolando dub, reggae, elettronica, radici mediterranee e tensione politica in un linguaggio ancora oggi inconfondibile. Poi il percorso solista, un’estensione naturale, più intimo forse, ma sempre acceso dalla stessa urgenza espressiva, dalla stessa capacità di far convivere Napoli, la sua tradizione e il mondo, memoria e presente, carne e spiritualità.

In vista del concerto di questa sera, domenica 9 agosto, al Parco Archeologico di Sibari, con inizio alle ore 22, appuntamento inserito nel cartellone di Sibari in Progress e del Peperoncino Jazz Festival, questa conversazione con Raiz prova ad avvicinare non solo l’artista, ma anche l’uomo che continua a interrogare la musica come spazio vivo e necessario. Il tour è “In Montecalvario”, titolo che già contiene un universo: un richiamo alle origini, a una Napoli fisica, simbolica, popolare, visionaria e fierissima. Da qui prende forma un dialogo sul palco, sulla voce, sulle radici e sulle metamorfosi di un musicista che ha fatto dell’attraversamento la sua cifra più autentica.