Un "blitz coordinato" che potrebbe portare a un ingresso "massivo" di persone, nell'arco di 48 ore, nell'ordine di 30-50 mila unità. È lo scenario delineato dalle intelligence su una possibile nuova 'crisi' a Ceuta che potrebbe avvenire in un arco temporale compreso tra il 10 e il 15 agosto. Un report che è finito all'attenzione di Palazzo Chigi e che sarebbe alla base della decisione di confermare, almeno fino a Ferragosto, lo stop del Trattato di Schengen con la Spagna, con i controlli ripristinati per i cittadini di Paesi terzi provenienti da Madrid e dalle altre città iberiche. Una situazione che trova conferma nelle parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani.

In questa fase il "rischio terrorismo" e "il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati" dice il titolare della Farnesina sottolineando, dunque, che il quadro attuale "non può portare a cambiare la decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna". E solo quando la situazione "sarà tornata alla normalità - aggiunge Tajani - siamo pronti a ripristinare la situazione precedente". Dunque a revocare la sospensione di Schengen. Una posizione, quella italiana rivendicata dal ministro, che ha attirato non solo le critiche del premier spagnolo Pedro Sanchez. La reazione alla crisi di Ceuta da parte dell'Italia, dice infatti uno dei più noti scrittori marocchini, Tahar Ben Jelloun, è "isterica". Molti Paesi europei, incluso il governo guidato da Giorgia Meloni, è il suo ragionamento, regolarizzano migranti per esigenze del mercato del lavoro e poi accusano la Spagna di creare un "fattore di attrazione".